lunedì 22 agosto 2011

Cose nuove.


Eccomi qua a scrivere dopo più di un mese: è stato une dei mesi più attivi della mia vita credo, ne esco stanca morta, ma estremamente soddisfatta.
Partiamo dalla cosa più importante, il lavoro.
Mi sono trasferita dalla City (per fortuna) a Tottenham Court Road, ovvero centrissimo, tra Soho e Covent Garden, zona vivissima, colorata, incasinata e piena di posticini adorabili per la pausa pranzo (anche se ultimamente mi godo gli ultimi giorni "estivi" se così si può dire all'aperto in Soho Square, giardini e panchine, sempre piena di gente dove non ti senti mai sola, e si trova sempre qualcuno per scambiare 2 chiacchiere).
Lavoro al 13° piano dell'edificio della foto di cui sopra...vista magnifica, prima o poi porterò la macchina fotografica e mi concederò una pausa pranzo girovagando per il palazzo.
Confesso che ho ancora le vertigini quando arrivo con l'ascensore al piano, ma spero di abituarmici in fretta. Le nausee mattutine non fanno per me ;)
Lavoro in una web agency, tante persone molto, molto carine (e non lo dico perchè mi leggono, nessuno ha questo link, nè tantomeno capirebbero!) e mi sono sentita subito molto benvenuta. Spero tutto vada per il meglio, in ogni caso ottimissima esperienza. Anche perchè con tutto il rispetto per il mio paese che amo, non avrei probabilemnte potuto trovare nemmeno lontanamente una soluzione simile, per ambiente, esperienza, benefit, persone, etc...
Questo mese è stato dedicato anche alla ricerca di casa, assiduamente, stancamente snervante: le cose (o case) che ci piacevano per un motivo o per l'altro non sono andate a buon fine, quelle di cui non ci interessava nulla perchè non adeguate nonostante fossero sulla carta ottime, i coinquilini ci hanno pressato fino allo strenuo delle forze. Alla fine abbiamo trovato la soluzione adatta, non vi dico quanto spendiamo perchè è imparagonabile allo standard del bel paese, ma qui è così, e tutto è proporzionato, quindi bando alle comparazioni italiche, siamo felici. Dimenticavo, non è una casa intera, è una stanza, ma in una casa intera questa volta, e finalmente dopo mesi avremo l'utilizzo LIBERO di cucina e salotto (luoghi che dove siamo ora non ci sono, o meglio la cucina c'è ma è la più piccola mai vista in vita mia, no tavolo, si mangia in camera. Il salotto invece manca proprio: perchè non trasformarlo in un'altra stanza e guadagnarci un bel po' di quattrini?! Quando dico che spero un giorno i nostri sforzi verranno ricompensati, non parlo di spese, soldi, lingua, etc...parlo proprio di vita...strana come frase, ma mi manca un salotto).
Ci trasferiamo il 4 settembre sperando nel frattempo di trovare un "Man with a Van" disponibile per quella data: appena finisco qui mi adopero con email...
Weekend scorso, come alcuni di voi sapranno siamo andati ad Edinburgo: splendida. Vorrei già tornarci, magari aggiungendo un po' di giri per il countryside e qualche breve giro trekking (attrezzati, solo con Converse come eravamo non era possibili) perchè anche solo appena fuori il centro ci sono degli scorci mozzafiato. Vedremo un domani.
Prometto che proverò a farmi passare la pigrizia serale e aggiornerò un po' più spesso le pagine qui, ma sono davvero stata fuori tutte le sere, e non a divertirmi. Beh ogni tanto anche quello, ok, ma non vedo l'ora di stabilirmi in casa nuova, per avere la sensazione di casa, che mi manca da morire.
Baci amici, a presto.

G*

mercoledì 6 luglio 2011

Aggiornamento veloce.



Aggiornamento veloce perchè voglio suggellare la giornata.
Domani inizio lavoro nuovo. Non vedo l'ora! Davvero, dopo una settimana e più di ferie forzate capisco che senza lavoro non ci so stare.
Ed oggi siamo andati a vedere una casa (in sharing) la più bella in cui io abbia mai messo piede a Londra, figuriamoci abitato...Notting Hill, con quel fare così chic... :-) Spero, ci lavoro su.
Insomma giornata (e prossimo futuro) abbastanza pieno ed entusiasmante.
Ps. E tra l'altro ho mangiato la pizza più buona mai trovata in London (http://www.arancina.co.uk/home.html) per cui, amici italiani in loco, consiglio caldamente.
Rapporto qualità-prezzo ottimo, che un'occhiata alle tasche qui non fa mai male. 
A presto con ulteriori aggiornamenti.

G*

sabato 18 giugno 2011

Dire, fare, baciare...ovvero il perchè del Blog.



Dire. *Parole*
L'importanza della comunicazione.
Devo ammetterlo, qui a Londra ho capito, forse scoperto, quanto è importante comunicare. Comunicare con voi a casa, signore e signori, farvi sapere come sto, dirvi i miei pensieri, comunicarvi stati d'animo, gioie e dolori, e questo modo, il blog intendo, è il modo più comodo ed economico di farlo. E' virale, ma anche democratico (chi vuole mi legge, chi non è interessato ne sta alla larga, chi è solo curioso ma in realtà non gliene frega nulla, ben venga anche quello, non frega a loro come non frega a me che leggano o meno? non so se mi sono espressa in modo abbastanza chiaro !? ;-) )
Scrivo meglio di come parlo, forse, credo, quindi mi scuso per le poche telefonate, ma così ogni tanto mi "sentite comunque".

Fare. *Fotografie*
L'importanza dell'azione.
Qui a Londra ho scoperto la passione per gli scatti, quelli che colgo al volo, senza pensarci 2 volte, spesso a caso. Non voglio dire la "passione per la fotografia", troppa pomposità nel dire così. Agisco, macchina alla mano, collegando un'occhio, al cervello, ad un dito per fare "click". Una cosa arrivata per caso, grazie, di certo a quello che io chiamo il "bombardamento di stimoli" che Londra mi ha dato. Mi ha stimolato la mente e mi ha portato ad essere più sensibile verso le immagini o scene che ho di fronte. Ed ho iniziato ad agire, mettendoci me stessa dentro a quelle scene, anche solo con una macchina fotografica.
Mi ringrazio profondamente per avere iniziato a fare questa cosa, perché ora ho una storia fatta di immagini della mia Londra. E di certo della mia vita qui. Ed anche questa è comunicazione...forse quella che più resta nella mente...la mia logorrea grafica si perde nei meandri della mente, ma una bella immagine resta stampata, nella mente o nel cuore.

Baciare. *Sentimenti*
L'importanza degli affetti.
Il blog per me è anche e soprattutto questo. Trasmettere ai miei affetti quello che provo, o penso, o sento. Ed anche se non sei tra i miei affetti più stretti, prenditi anche tu un po' del bello che voglio trasmettere, regalare il bene non fa mai male, e nemmeno riceverlo.
Di per sé è una cosa alquanto irrazionale ma usuale, tipica di tutti noi, chi più, chi meno: buttare fuori sentimenti che si hanno dentro, sempre cosciente che essendo pubblico eviterai di dire tutto in modo esplicito, ma chi ti conosce sa che vuoi dire, anche sotto sotto. Le varie Alessandre, Elene, Federiche, Isabelle, Mare, Marise, Marte, Oriane, Sare, Serene, Terese, etc etc..(sempre in ordine alfabetico cosicché nessuna pensi di venire dopo qualcun'altra!) so benissimo che hanno piacere di leggere ogni tanto quello che scrivo, quindi prendete la cosa come se fosse una lettera per ognuna di voi. Quindi, care (e cari) un gran "Vi voglio bene" anche oggi per voi.
PS. commenti sempre molto più che apprezzati.

A presto, con un progettino speciale in arrivo. :-)

martedì 14 giugno 2011

Le 10 cose di cui non puoi fare a meno a Londra. In ordine sparso.


   

1) Oyster Card. La carichi come una carta di credito, e ci paghi tutti gli spostamenti a Londra. Senza quella paghi molto di piu'. Ma anche con quella e' un salasso.
2) I parchi. E qui tocchiamo il concetto culturale del parco....dedichero' prima o poi uno speciale al soggetto. Immensi, curatissimi, bellissimi, socialmente per tutti. Voto 10.
3) Macchina fotografica. Sempre e comunque, portatela dietro, avrai sempre un soggetto giusto da cogliere.
4) Flat shoes. Ovvero le ballerine per noi signore. Un must. Ad ogni livello. E comode.
5) Primark. Cioe' shopping (trendy) a basso costo. Da evitare nel weekend, ma da fare. Pochi soldi nel portafoglio, borse piene all'uscita.
6) Sunday Roast & English Tea. Posso tranquillamente fare a meno della piu' conosciuta Full English Breakfast, ma una volta ogni tanto il tipico pranzo della domenica, composto da arrosti cotti alla perfezione e verdurine di accompagnamento ci vuole. Cosi come un buon the delle 5 con pasticcini e panini vari e' un piacere da levarsi quando si visita Londra.
7) I mercati. Evitare a gambe levate i vari centri commerciali (tipo Westfield, etc, etc...) ma permettetevi il bombardamento mentale derivato da uno dei tanti mercati (anche qui, prima o poi dedichero' un post solo a questi....)
8) I grattacieli. Tanti locali sono all'interno dei grattacieli londinesi, non certo a buon mercato, ma una volta nella vita Londra vista dall'alto con un bicchiere di champagne in mano, secondo me vale la pena...
9) Telefono. Se sei abbastanza "skilled" ci puoi fare di tutto, anche il caffe' a quanto pare.... In realta' non io, che chi mi conosce bene sa quanto io abbia un ottimo rapporto col pc, ed invece un pessimo rapporto col cellulare. Se non hai Blackberry o IPhone sei uno sfigato. Come me.
10) Londra "a caso". Per essere fini, ovvero salta su un bus (anche ad un piano solo, non e' strettamente necessario scegliere quelli a 2.......) e scendi dove la zona ti pare interessante. A presto anche un post sulle zone da evitare.

venerdì 20 maggio 2011

Cifra tonda.


Sono trentenne.
Me lo ricorderò questo compleanno perchè festeggio a Londra. Il mio 20mo compleanno non me lo ricordo.

Sono trentenne da 14 minuti.
Non è cambiato ancora nulla. Non sento che sto varcando una soglia, o aggirando una boa.

Sono trentenne da 15 minuti.
E' già un compleanno come tutti gli altri. Quindi buonanotte, e domani mattina sarà una mattina come tutte le altre. Come da 30 anni a questa parte.

mercoledì 18 maggio 2011

The City.


Che micromondo incredibile che e'.
Se la si considera come una microcitta' nella metropoli, io non la vedo in altro modo se non come un formicaio, di quelli che si sviluppano alti verso il cielo e non sottoterra. Sebbene vi si arrivi prevalentemente da sottoterra.

La City non altro che un miglio quadrato di uffici, palazzi o grattacieli, bus, taxi, taxi, corrieri in bici e in moto, tavole calde, take away e pub (per il dopo lavoro ovviamente). Ha il suo fascino, non lo nego, un fascino particolare.

E' un fascino di quelli che ti lascia un attimino di stucco pero'....

Prima di tutto, arriviamo in City. Ovvero la Tube. Attorno ed in questo miglio quadrato ci sono molte fermate della metro...Bank (dove salgo e scendo io), Moorgate, Mansion House, Cannon Street, etc. La metropolitana di Londra e' un sistema pressoche' perfetto, che si' mi rimanda al concetto del formicaio, ma nel vero senso della parola. Centinaia e centinaia di persone ammassate nei treni, si riversano in cunicoli sotterranei nelle ore di punta. E' un'esperienza (to be completely fair, tremenda) da provare almeno una volta nella vita.
Ore 5pm. Fermati a guardare in alto, ed inizierai a scorgere un movimento frenetico nei palazzi, te ne accorgi anche se sosti in strada. Migliaia di formichine lasciano i desks, le formiche donne si infilano scarpe da running (per viaggiare comode dismessi i tacchi istituzionali) sotto ai migliori tailleur Armani (non io! o meglio io non ho un vestito Armani, ma le running si'!)  ed a passo rapido escono da questi palazzoni piu' o meno ipermoderni e si buttano in massa sottoterra.

E' spettacolare. Ed e' inquietante allo stesso tempo. Non puoi non pensare al fatto che in caso di emergenza sarebbe forse impossibile scappare da una massa del genere. Ma provi a non pensarci. Tutti lo faranno, pensarci intendo, ma nessuno pare darci peso. Ed anche io sto provando a fare lo stesso.

I viaggi in metropolitana.
Punto primo. Mai e poi mai salire prima che qualcuno sia sceso. Intendo non solo qui in UK. Giustamente gli insulti che ricevi (ok, ammettiamo il caso che tu li ricevessi...) non sono altro che il normale decorso di una regola sociale infranta. E te li meriti. Io stessa non riesco a sopportare (e insulto, spesso in italiano, cosi' da venire capita dai "soliti" connazionali irregolari...) chi non attende la discesa altrui dai treni.
Seconda regola. Se vuoi aria, testa e coda di ogni vagone per essere vicini ai finestrini aperti, se invece vuoi tentare di attendere che qualcuno si alzi per poi sederti tu, spostati lungo i sedili, non stare nella zona senza, per poi fiondarti scavalcando tutti e sgomitando come un posseduto verso il luogo vuoto che i tuoi occhi hanno visto. Se invece l'idea di stare vicino alle porte ti solleva da ansie claustrofobiche, libero di farlo, ma a tuo rischio e pericolo di essere "intrappolato" tra tutti, chi entra, chi esce.

Altro punto. Lo spreco di carta a Londra.
A Londra tutti leggono sui mezzi pubblici, che di per se' e' fantastico, specie se leggono libri (a proposito, non capita anche a voi di sbirciare cosa leggono gli altri, per capirne un po' interessi, personalita', o semplicemnte immaginarsi perche' leggono il determinato libro? e' una mia fissa sin da quando ero piccola). Ma, e qui c'e' il mio grande disappunto, specie la mattina (edizioni mattutine appunto) ed all'uscita dal lavoro (edizioni serali) pile e pile di giornali (gratuiti) vengono distribuiti alle formichine londinesi.
Partendo dal presupposto democratico che e' normale pratica lasciare i quotidiani sul sedile quando ti alzi per dare la possibilita' a chi non l'ha preso di leggere i fatti (soprattutti gossip, di cui qui si nutrono, come se fosse un integratore alimentare) della giornata, mi chiedo io, ma e' possibile che appena fuori dalla metro tali pile di giornali (gratuiti) vengano buttate via al primo angolo (dove per altro vi e' un addetto al compito di raccogliere i giornati "vecchi" di al massimo 30 minuti?). Uno spreco incommensurabile. Tonnellate e tonnellate giornaliere. Peccato che poi se butti una lattina vuota nel contenitore del General Waste e non in quello dell'alluminio ti multano in modo molto, molto salato....

Infine la SSC. Ovvero la mia personale "Sindrome da stress da City".
Ieri leggevo un articolo relativo allo stress da lavoro a Londra. Come lo tenete a bada?
Risultato: al primo posto della classifica delle banalita' "Lo sopporto con ironia". Ma vaff....
Al secondo posto "Se ci penso mi stresso ancora di piu', quindi provo a non pensarci". Grazie.
Al terzo posto "Vado in palestra". Ecco. Sono incantata(?) dalla quantita di gente che arriva in ufficio con zainetto, ed in pausa pranzo (che tecnicamente non esiste qui) si tramutano in runners griffatissimi, ed escono a correre in mezzo al traffico, spesso muniti di mascherine antismog ipertecniologiche. Figo, fighissimo, hanno la doccia in ufficio, possono permettersi di lasciare il desk per piu' di 20 minuti, non capisco se, come e quando mangino, ma li vedi tutti baldanzosi, uomini e donne, di tutte le eta' che, chi sodi, chi flaccidi, se ne corrono in mezzo al caos. Qui di verde non ce ne sta'. Vederli che fanno stretchingt appoggiati ai bin della spazzatura, mi fa calare quel senso sportivo della cosa, e mi fa pensare che sia prevalentemente una forma per debellare lo stress. Ne vale la pena, quindi mi chiedo? Di vivere questo stress intendo...
Troppo presto forse per dirlo, in ogni caso l'impatto con il formicaio e' stato notevole, per me.

A dopo. Torno al mio stress.

domenica 15 maggio 2011

AAA. Tempo libero cercasi.

(*foto al volo dal pullman....di una chiesetta sperduta nella campagna inglese)

Sono arrivata da 3 settimane. Credeteci, o meno, è la prima volta che trovo tempo per mettermi qui tranquilla a far scorrere i pensieri sul pc ed a raccontare effettivamente il rientro, cara vecchia Londra.

Partendo dall'ultima immagine che ho di me, ovvero in aeroporto a Milano, appena prima di imbarcarmi, con in mano il cellulare italiano, a mandare messaggi a coloro che mi sono stati più vicini nei mesi passati a casa, seduta tra businessmen incravattati, e "mandriedistudentelliquattordicenniitalianieccitati", entrambe le categorie, devo ammettere, tirati a lucido, tra completi gessati, e felpe multicolor costate una fortuna probabilmente...dicevo, prima di iniziare a perdermi nelle mie solite elucubrazioni descritte in modo fotografico....dicevo l'ultima immagine. Devo dire ed ammettere come ultima immagine un po' triste, triste incrociare gli occhi di coloro che partono e che, come te, hanno già malinconia, triste e consolatorio il supporto che ci si dà quando si capisce di provare la stessa sensazione pur da sconosciuti.

E poi la prima immagine di Londra. Heathrow. Come sempre, arrivo lì e mi sento a casa, so dove sono i bagni senza code, so doveposso fumare una sigaretta senza il rischio di essere multata, conosco a memoria dove sono le scale mobili che sono più veloci degli ascensori. Insomma, luoghi dove sai come girarti, già non sei il turista che arriva e spaesato deve scoprire dove si prende la metro. Sì, mi sento Londoner quando arrivo.

Dopo un lungo viaggetto in taxi (sì, f......o la metro 'sta volta, sono sola, ho 3 valigie, di cui una sopra i 33kg, faccio la Signora e me lo concedo) di circa un'ora, arrivo a Hampstead.

Mi accorgo che già RI-amo Londra.

Qui è una Londra diversa da quella a cui ero abituata...qui incontri uomini con le ghette e la bombetta, con gilet con orologio da taschino con catenella, negozi vintage e bancarelle di libri usati, la panetteria (quella vera con il forno! che è una rarità!), i bar coni tavolini di ferro battuto sotto le tende a righe azzurre, in viuzzole senza passaggio di macchine, negozi di stoffe e bottoni e gallerie d'arte, negozietti di pasticcini di tutte le forme e colori, e di spartiti musicali...
Ammetto, è diversa. Diversa in meglio. Diversa in eleganza, in stile con l'immaginario del bon ton Londinese, quello retrò, quello delle finestre enormi da cuisi scorge la carta da parati e le candele accese sul camino.

In queste settimane abbiamo girato e passeggiato tanto. Sarò poco aggraziata nel dirlo così esplicitamente, ma mi sono tornati i calli :-)! Credo che posso anche evitare il classico tatuaggio per coronare l'esperienza ed il ricordo di Londra, i miei piedi porteranno a vita il ricordo impresso su di loro!

Siamo anche stati in viaggio nel countryside :-).

Se non crollo a dormire come tutte le sere, dopo torno. Listo i luoghi dove sono stata in queste 3 settimane con foto....a presto amici.

martedì 19 aprile 2011

There we go.

Oggi una mia amica mi ha detto "Scrivi questo : Oggi è il domani di cui ieri ci preoccupavamo". Vero.

Un'altra amica mi ha detto che è una giornata che viene vissuta come in una bolla. Vero.

Concordo, con entrambe le cose.

Oggi giornata di corsa, fatti di abbracci, telefonate e messaggi.
Solo io so come mi mancate già tutti. Ora di finirla ed essere irrazionale, altrimenti mi disidrato! E poi torno insomma!

domenica 17 aprile 2011

Ultima domenica.

Pranzo in famiglia, pomeriggio di incontri e inizio a fare i bagagli.
Svuotare il frigo, magari corsetta per sciogliere la tensione, poi fuori con amici.

Giornate al 100%, mi piace correre, ma vorrei fermarmi.

Nella testa un caleidoscopio di pensieri. Colorati, che cambiano in fretta. Il nero non è contemplato. Forse. In ogni caso spero non arrivi. Continuo ad abbracciare. Che fare così mantiene i colori accesi.

venerdì 15 aprile 2011

Quante cose da fare.


Oggi devo stilare un lista. O forse più liste. Cosa prendere, portare, comprare, piegare, lavare, stirare, impacchettare, documenti, aggeggi elettronici, ed aggeggi solo di peso.
Spazio e tempo sono pochi, ma ce la farò!

Organizzata e disordinata. Come mio solito.

E poi pranzi, cene, feste, appuntamenti. Impossibile, ma riuscirò ad incastrare le cose.

British Airways, amata British che consiglio a chiunque decida di venirmi a trovare o che decida di andare in UK, permette un bel po' di spazio in più rispetto alle varie compagnie prese o provate: 23kg bagaglio, tanti ma mai sufficienti in realtà, 7kg di bagaglio a mano, più o laptop o borsa da donna (in cui io solitamente infilo il laptop essendo le mie borse sempre piuttosto enormi). Nel passato ho spedito più bagagli ma questa volta non devo farmi tentare per evitare di riempire una stanza a Londra già alquanto piena, secondo quello che dice Umberto....

Casa (o meglio stanza) che io non ho ancora nemmeno visto, se non un poco dalla webcam di Umbo che girando a 360° mi ha dato un'idea di come è, è di una grandezza definita "huge"....differenze percettive e culturali ta UK e Italia, non c'è dubbio. Casa (o meglio stanza....non mi sono ancora adeguata fino in fondo all'idea dello sharing, non avere un salotto non mi piace come cosa, ma con i costi di Londra, così è...abbiamo la nostra stanza con bagno, poi si condivide cucina e lavanderia, niente salotto, ognuno per i fatti suoi!) trovata tramite Gumtree, sito di annunci inglese, manna dal cielo per chi cerca qualcosa, ma anche per truffatori che son sempre dietro l'angolo. Come ogni sito di annunci, mai mandare soldi rima di avere visto l'appartamento! Ne abbiamo di amici truffati così.

Casa ad Hampstead, luogo in cui io non sono mai nemmeno stata in un anno e mezzo, ma a detta di tutti un posticino adorabile in cui vivere...vedremo, vi darò aggiornamenti settimana prossima, foto etc...

Andrò a preparare un boccone, pomeriggio di progetti con un'amica, diamo libero sfogo alla creatività, e poi "preparo" il regalo per il compleanno di un'altra amica...BROWNIES, che non sono tradizione inglese, bensì americana, ma per una volta la gola ha il sopravvento e tradisco Sua Maestà.

Le anime sensibili si trovano ad occhi chiusi.


Perché è così. Incontri casuali, chiamale coincidenze? No, le cose non avvengono per caso.
Cuore scaldato. Anima leggera. Sorrisi ben stampati in viso. Ed il profumo di quell'abbraccio che ti resta.

martedì 12 aprile 2011

Pronta a ripartire. Forse.


Meno 8. E ci risiamo. Volo prenotato, casa ad Hampstead che mi aspetta con dentro Umberto. Riprogramma le cose, rimodella i progetti, rifai i bagagli, riaggiorna le liste, vai in banca, posta, assicurazione, amministratore del condominio, paga le ultime cose, sistema casa.
Incontra gli amici, quelli veri, saluta tutti gli altri, baci e abbracci, e lacrime ogni tanto.
Saluta pance che crescono e pancioni già cresciuti, bimbi arrivati e persone che non sai quando rivedrai.
Pensieri felici e tristi, insomma un bel mix di sensazioni.
In ogni caso questa è la strada, quella che io ed Umberto abbiamo scelto tempo fa, una strada che in Italia pare sempre tutta in salita, o dove addirittura vieni messo a lato e lasciato li ad aspettare un'occasione che non arriva. Cammini, corri, e non capisci se sei tu stupido a non avere le carte giuste, oppure se gli altri non si accorgono di te e di quanto vali. Sai che c'è? C'è che allora le carte che hai in mano le ributti nel mazzo, rimescoli, e ti rimetti in gioco. Ed in viaggio. Strada al contrario, cambi carreggiata, ti rimetti sui tuoi passi con non poche delusioni in tasca, nuove persone che ti hanno dato stimoli e torni indietro.
Bene, ci siamo, pronta a lasciare casa? Sì, no, forse, chissà. Ma lo faccio.

Giorni intensi questi, gli affetti hanno a volte la meglio sulla razionalità, eppure non si cambia idea. No, non mi permetto di cambiare idea. Gli amici, quelli veri restano, la famiglia pure. Anche se parti, loro ci sono, loro restano, qui, ma anche con te.

Torno nella "mia" Londra, quella dove ho vissuto e lavorato già per un anno e mezzo, e ci ritorno felice. Un po' malinconica, ma in ogni caso felice. Me lo devo, e lo devo al mio futuro.
Ritorno nella Londra dei parchi e dei mercatini del Sabato, nella Londra che se anche hai pochi soldi in tasca ti bombarda di colori, sapori, profumi e sfumature. Ritorno nella Londra dei mille colori, degli eccessi e della formalità, nella Londra vittoriana, vintage, grunge, etnica, rock, dove design e classicismo ti stravolgono gli occhi, la mente ed il cuore. Quella che mi aveva rapito tempo fa e che ho provato ad abbandonare. Quella in cui torno per ancora qualche mese, o chi lo sa, ora come ora.
Ritorno nella metropoli che se vuoi lo è, ma che ha una componente cittadina del quartiere dove vivi, dove riesci a salutare il panettiere o il postino tutte le mattine, o dove il fruttivendolo ti dà il resto salutandoti con un "Have a lovely day, darling!"
Torno a Londra perchè c'è lavoro, e perchè se vali vieni valutato. Torno là in fondo perchè la mia amata patria non vuole che i "giovani" come me possano fare progetti. Io ne ho in testa invece. Io non mi voglio sedere.

Londra non è una metropoli difficile da vivere, Londra ti accoglie a braccia aperte, come ha sempre fatto nei secoli per cui ora è quel mix vivo di persone, ma devi prenderti il tuo tempo per assestarti al bombardamento di stimoli che dà. Non è colpa sua, noi siamo i provinciali dalle visuali a volte un po' strette, che restiamo abbagliati ed a volte spaventati dalla moltitudine di stimoli.

Mangiando un piatto di trenette al pesto vien malinconia? Sì, ma il pesto lo si trova anche lì, o mal che vada mi rimbocco le maniche e me lo faccio in casa.

Lascio tutti gli affetti qui, ma torno dall'unico amore che ho.

Eccomi, alla fine della prima puntata. Vado a svuotare la dispensa, altrimenti mi ritrovo la cucina piena di farfalline, come l'ultima volta.